Sono nata vicino a Venezia, tra i campi e il mare: dove il cielo ti abbraccia per intero e il sole ti regala fino all’ultimo raggio di luce.
Poi le mie case (tredici finora) sono state a Trento, Bologna,
Londra, nel Valdarno e poi di nuovo a Trento: tante geografie
diverse dove non ho mai smesso di cercare l’armonia tra gli opposti, brani di vita e punti d’amore.

A Bologna ho studiato al DAMS, approfondendo storie, teorie e critiche delle arti visive e performative, ma anche antropologia culturale, semiotica, psicologia dell’arte e pedagogia.
Successivamente ho continuato la mia formazione dapprima al CET di Mogol (Corso interpreti 2012) e in seguito alla Berklee Summer School durante il quarantesimo anniversario dell’Umbria Jazz.
Nel 2013-2014 ho frequentato un Master in Music Performance a Londra, al contempo dando lezioni di canto e lavorando come vocalist e cantante in studio.

Fino a quel momento avevo sempre scritto in italiano e composto alla chitarra, ma durante il periodo inglese mi sono cimentata per la prima volta al pianoforte che mi ha aperto le porte di sonorità inesplorate e nuove prospettive compositive: un pop venato di jazz e soul. Un modo per dare voce ai granelli di inquietudine che mi ferivano e solo lì hanno trovato un posto meno doloroso. Per questo è una composizione fatta di contrasti e di chiaroscuri.
Da qui il nome d’arte che ho scelto come cantautrice,
Persefone, che rimanda al mito che spiega l’alternarsi delle stagioni: una sintesi di opposti.

Tra il 2014 e il 2017 ho lavorato in un musical legato al progetto “Forti senza violenza” dedicato a ragazzi di medie e superiori, protagonisti dello spettacolo in alcune parti preparate in workshop intensivi.
Soprattutto da questa esperienza è nata nel tempo una sempre maggiore consapevolezza del potere della musica (e non solo) come occasione per esplorare mondi interiori e possibilità di dialogo.

Nel 2018 ho pubblicato il mio primo album, Little soul, dopo aver vinto la Summer Call di Upload Sounds per la produzione discografica. 

Al momento sto lavorando ad un EP di voce e piano solo e continuo a formarmi sulla progettazione per un’innovazione che sia inclusiva e ad alto impatto anche a partire dalla cultura.
Perché il viaggio non sia più solo il mio, ma anche quello di chi ascolta e magari non ha voce o non sa di avere una voce.